Salvini vuole la Lega prima in Calabria, il Pd lancia l’allarme sulla ‘ndrangheta

Salvini si è presentato a Rosarno con il candidato al consiglio regionale Enzo Cusato, il consuocero del boss Rocco Bellocco. Per il segretario del Carroccio «il centrodestra vince e la Lega è primo partito». Vaccari (Pd): «Salvini a Rosarno ha chiesto il voto per essere il primo partito, omettendo di chiarire le relazioni dei suoi candidati»

La mancata presa di posizione di Matteo Salvini sui rapporti tra la ‘ndrangheta e i suoi candidati in Calabria preoccupa il Pd, soprattutto adesso che il segretario del Carroccio ha detto che la Lega ritiene di diventare primo partito alle prossime elezioni regionali

Come hanno rivelato le inchieste di Domani, più esponenti della Lega hanno relazioni opache con le cosche, a partire da Domenico Furgiuele, il primo deputato leghista della Calabria. Matteo Salvini finora non è intervenuto in merito, si è limitato a dire che «la mafia fa schifo».

Diversi pentiti, come rivelato su queste pagine, hanno fatto i nomi di alcuni leghisti indicandoli come vicini ai boss, ma il segretario del Carroccio invece di avviare un’operazione di trasparenza, ha deciso piuttosto di attaccare Domani. E ieri, a Rosarno, Salvini si è presentato con il candidato al consiglio regionale della Lega, Enzo Cusato, il consuocero del boss Rocco Bellocco. Per il segretario «il centrodestra vince e la Lega è primo partito».

Il responsabile nazionale dell’organizzazione del Partito democratico, Stefano Vaccari, ha lanciato l’allarme: «Salvini a Rosarno ha chiesto il voto per essere il primo partito, omettendo di chiarire le relazioni di alcuni suoi candidati con esponenti della ‘ndrangheta e mandando un messaggio chiaro ai suoi alleati sulla leadership» ha detto durante un’iniziativa a Santo Stefano d’Aspromonte in vista delle elezioni regionali.

Il giorno prima anche Franco Mirabelli, capogruppo in commissione Antimafia del Pd, aveva puntato il dito contro la Lega accusandola di «faciloneria e spregiudicatezza per cercare di allargare al sud Italia il partito, senza fare le dovute verifiche e prendere le necessarie distanze da figure compromesse». Vanessa Ricciardi, Il Domani

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