Processo Stige, riconosciuto alla Cgil il danno subito. “La mafia è un cappio a collo”

I sindacati soddisfatti per il risarcimento danni deciso dalla sentenza del tribunale di Catanzaro: “I soldi saranno investiti per attività di contrasto alla criminalità organizzata”

La Ccgil e la Fiom di Parma si uniscono a Cgil Calabria, Emilia-Romagna e nazionale nell’esprimere soddisfazione per il risarcimento danni deciso dalla sentenza del tribunale di Catanzaro sul processo Stige del 25 settembre scorso, risarcimento che sarà investito dal sindacato per attività di contrasto alla criminalità organizzata e per affermare la cultura della legalità. Così in una nota congiunta 

“I giudici – spiegano in una nota Matteo Rampini, segretario confederale Cgil Parma con delega alla Legalità, e Aldo Barbera, segretario generale Fiom provinciale –  riconoscendoci come parte civile nel processo, hanno quantificato durante il rito abbreviato in 50mila euro i danni a favore di ciascuna delle confederazioni regionali, con l’esecutività nell’immediatezza del pagamento di una provvisionale di 10mila euro”.

Il processo Stige ha coinvolto anche l’imprenditore Franco Gigliotti, radicato da tempo con le sue aziende a Parma.

“Il risultato della sentenza ci incoraggia a proseguire su questa strada di legalità. Il nostro obiettivo è quello di unire sempre le nostre forze con quelle delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine. Dobbiamo operare insieme per contrastare questo disegno criminale, che rappresenta un vero e proprio cappio al collo per lo sviluppo economico e democratico del Paese”.

“Il mondo del lavoro ha bisogno di essere tutelato dal fenomeno mafioso, da cui è danneggiato più di chiunque altro, con pesanti lesioni dei diritti, delle libertà fondamentali, delle prerogative contrattuali, sindacali e democratiche. Per questo tutte le risorse provenienti dal riconoscimento del danno subito saranno impiegate a tale scopo e saranno oggetto di una accurata informativa secondo le modalità di una trasparente e pubblica rendicontazione sociale”, concludono Rampini e Barbera, che ricordano l’iniziativa pubblica promossa dal sindacato nella sala consiliare del Comune di Parma all’indomani della prima sentenza sul processo Stige.

Cgil Emilia Romagna, insieme ad altre strutture della regione, è parte civile nei processi Stige, Aemilia, Safi-Bianchini e in un importante processo di caporalato a Cesena; inoltre si costituirà parte civile nel processo Grimilde, quest’ultimo prossimo all’avvio. Repubblica

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