‘Ndrangheta Lonate-Ferno (Va): cade l’accusa di associazione mafiosa per un vigile

Cade l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso per il commissario di polizia municipale Roberto Filadoro, ex comandante dell’Unione della polizia locale di Lonate Pozzolo e Ferno, coinvolto con il collega Enzo Ermeti, commissario dello stesso comando, nell’ultima tranche dell’inchiesta Krimisa sfociata, il 3 settembre scorso, nell’arresto di 11 persone (nessuna misura era stata invece applicata per i due appartenenti al corpo di polizia locale).

Filadoro estraneo al reato associativo

I due commissari erano stati accusati di rivelazione di segreto d’ufficio in favore di Antonio e Cataldo Casoppero (quest’ultimo invece arrestato lo scorso 3 settembre dopo essere già stato condannato a 14 anni in primo grado a luglio sempre nell’ambito della stessa inchiesta). Anche ai due ufficiali, come a tutti gli altri coinvolti, era stata contestata l’aggravante del metodo mafioso. Aggravante, però, che per Filadoro è venuta ora a cadere. «Il mio assistito ha definito il procedimento penale che lo interessava – scrive l’avvocato Roberto Rossi, difensore del commissario – Vedendo escluso il proprio coinvolgimento nel reato associativo inizialmente contestato. Il commissario Filadoro è stato ritenuto responsabile unicamente della rivelazione del segreto d’ufficio e per tale reato ha raggiunto un accordo in punto pena con il pubblico ministero, suffragato dal gip». Filadoro, dunque, è stato ritenuto estraneo a qualunque reato associativo definendo la sua posizione: il commissario esce definitivamente dal procedimento.

Gli undici arrestati

La Dda di Milano, nel frattempo, ha chiuso le indagini e ha chiesto il rinvio a giudizio per gli altri indagati nella seconda tranche di Krimisa. Il 3 settembre scorso furono arrestati Michele Pagliari, 51 anni di Lonate Pozzolo, Giovanni Vincenzino, 55 anni di Samarate, Riccardo Lazzari, 39 anni di Terni, Cataldo Casoppero, 59 anni già detenuto a Voghera, Nino Cagliostro, 51 anni di Lonate Pozzolo, Simone Lento, 31 anni di Lonate Pozzolo, Gianluca Crisafulli, 25 anni di Lonate, Michele Di Novara, 48 anni di Lonate, Giuseppe Di Novara, 47 anni di Solbiate Olona, Giovanni Lillo, 48 anni di Olgiate Olona e Francesca Rispoli, 31 anni di Olgiate Olona, figlia del boss della locale Legnano-Lonate Vincenzo Rispoli nonché moglie di Lillo stesso.

Processo a luglio

I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, estorsione, rapina, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco clandestine ed alterate, tra cui un potente esplosivo, incendio doloso, minaccia aggravata, favoreggiamento personale. Condotte tutte aggravate dal metodo mafioso perché commesse, dicono gli atti «Al fine di agevolare le attività consortili della locale di ‘ndrangheta di Legnano – Lonate Pozzolo». I principali indagati sono stati tutti ammessi al rito abbreviato. Il processo avrà inizio il 12 luglio davanti al Gup del tribunale di Milano. Malpensa24

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