‘Ndrangheta in Veneto, in aula Venturin l’imprenditore di Treviso vittima di una feroce aggressione

Nell’udienza odierna al processo padovano sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta in Veneto – parte del procedimento penale si era concluso in abbreviato in autunno a Venezia con il patteggiamento di 32 imputati – è stato il giorno di Stefano Venturin, l’imprenditore trevigiano che insieme alla moglie ha denunciato Sergio e Michele Bolognino dopo una feroce aggressione avvenuta davanti alla Gs Scaffalature, azienda di Galliera Veneta, che Venturin stava per acquistare assieme alla moglie, che ne era l’amministratrice delegata. L’imprenditore, sentito come teste dell’accusa, ha ripercorso i giorni di marzo-aprile del 2013, quando un imprenditore padovano, adesso a giudizio, gli presentò Sergio Bolognino il fratello Michele, condannati nel processo ‘Aemilià per essere affiliati alla cosca Grande Aracri, e ora in carcere.

«Sergio si era presentato come uomo d’affari, voleva portarmi via l’azienda, io ho resistito» ha dichiarato Venturin, al quale erano stati messi sul tavolo 400 mila euro per farsi da parte. Ma io non ho voluto accettare« ha aggiunto, e per questo l’imprenditore era stato picchiato. Duro il contro esame delle difese degli imputati, che hanno tentato di far entrare in contraddizione il teste; tuttavia Venturin ha detto in più occasioni: »Sergio? Non sapeva nemmeno come si legge un bilancio«. Quello che si sta tenendo a Padova è uno dei tre filoni processuali nati dall’indagine sulle infiltrazioni di ‘ndrangheta a Padova, Vicenza e Venezia. Parte del procedimento penale si è concluso in abbreviato lo scorso autunno per 32 imputati che hanno scelto il rito alternativo con una condanna complessiva di 116 anni di carcere, e una confisca di 15milioni di euro. Un’altra parte di imputati accusati di associazione mafiosa ha scelto il dibattimento ed è a processo a Padova, tra questi il boss Sergio Bolognino, mentre una terza parte di imputati è a processo a Venezia per i soli reati fiscali.  Il Gazzettino

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