‘Ndrangheta in Umbria, arresti e sequestri della polizia. E i rappoti con la politica

Vasta operazione della polizia di Stato contro alcune storiche cosche della ‘ndrangheta che oltre ad operare in Calabria, nel territorio di origine, si erano infiltrate in maniera consistente in Umbria. Il Servizio centrale operativo e le squadre mobili di PerugiaCatanzaro e Reggio Calabria, sotto la direzione delle Procure distrettuali di Catanzaro e Reggio Calabria, stanno eseguendo decine di arresti e sequestri per diverse milioni di euro, nei confronti di appartenenti alle cosche TrapassoMannolo e Zofreo di San Leonardo di Cutro e Commisso di Siderno. A venire a galla sono state tutta una serie di attività finalizzate a reinvestire i proventi illeciti delle cosche.

“Le elezioni comunali di Perugia nel 2014 sono state influenzate dai clan”. E’ quanto emergerebbe dall’ordinanza di custodia cautelare del gip Paola Ciriaco relativa all’operazione “Infectio” che ha portato all’arresto di 27 persone tra Umbria e Calabria. Tra questi c’è Antonio Ribecco “a disposizione dei Trapasso da quando aveva 20 anni”, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, “soggetto di spicco e referente della ’ndrina operante sul territorio umbro, di cui alla locale di San Leonardo di Cutro” che “non esita a utilizzare il metodo mafioso per la risoluzione di questioni personali relative al recupero di alcuni crediti”. Ritenuto dagli inquirenti appartenente al clan Trapasso, che insieme ai Mannolo costituiscono le più forti realtà criminali di San Leonardo di Cutro, il 58enne arrestato nell’ambito dell’operazione del Servizio centrale operativo e delle Squadre mobili di Perugia, Catanzaro e Reggio Calabria, è insieme al suo sodalizio – secondo quanto emerso da alcune conversazioni intercettate – “in grado di influenzare la politica locale”. “Il riferimento è in particolare alle elezioni comunali del 2014”, si legge nell’ordinanza, che riporta anche un’intercettazione in cui Ribecco, riferendosi a una consigliera (non indagata nell’inchiesta) dice: “L’abbiamo fatta salire noi… al comune… a tutte le parti”, riferendo, si legge nel provvedimento, “di aver fatto una serrata campagna elettorale, anche adoperandosi mediante concessione di prestiti in denaro, lamentandosi comunque del fatto di non aver ottenuto i favori sperati”. Corriere dell’Umbria

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