‘Ndrangheta in provincia di Verona: chiuse le indagini nell’Operazione Taurus: 84 indagati

I sostituti procuratori dell’antimafia di Venezia hanno depositato l’atto conclusivo dell’indagine, che ha portato al blitz dello scorso luglio

E’ stato depositato l’atto conclusivo dell’operazione Taurus, che porta le firme dei sostituti procuratori dell’antimafia di Venezia Patrizia Ciccarese e Andrea Petroni. Come riporta L’Arena sono 84 gli imputati residenti tra il Villafranchese e altre zone della provincia scaligera, per 129 capi d’imputazione di cui gli indagati dovranno rispondere a vario titolo. 
Il quadro emerso dall’indagine condotta dai Ros di Padova e coordinata dalla Dda di Venezia, racconta di una struttura «con autonomia operativa» appartenente alla ‘ndrangheta formata dai alcuni componenti delle famiglie Gerace, Albanese, Napoli e Versace, all’opera a Sommacampagna, Villafranca, Valeggio sul Mincio, Lazise e Isola della Scala, ma anche in altri comuni veronesi. 

Tra i reati presenti nel provvedimenti si parla di estorsione, usura, riciclaggio e furto, oltre a gruppi impegnati nello spaccio di droga, uno dei quali sarebbe collegato ad un organizzazione criminale di Gioia Tauro. Fatturazioni di inesistenti attività tra imprese veronesi e calabresi, secondo gli investigatori sarebbero da attribuire alle cosche dei Grandi Aracri di Cutro insieme agli Arena e ai Nicoscia. 
Un’indagine che ha visto gli investigatori utilizzare ogni mezzo a loro disposizione, dai dati gps delle vetture alla intercettazioni telefoniche ed ambientali, passando per pedinamenti, accertamenti finanziari e filmati. Il tutto utile a riscostruire anche la storia delle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel territorio scaligero, iniziate con l’arrivo di membri delle cosche nel Veronese nei primi anni ’80, su disposizione dei tribunali, arrivando fino alla retata dello scorso luglio. 

Tra i nomi degli indagati di oggi spuntano Carmine e Mario Gerace, 40 e 38 anni, ora in carcere e ritenuti «elemento apicale della struttura veronese della ‘ndrangheta» come riporta L’Arena, figli di Filippo, deceduto nel 2018 e in precedenza rilasciato dall’ergastolo per le sue condizioni di salute. C’è poi Antonio Albanese, di 60 anni e ritenuto a capono di una ‘ndrina locale, Giuseppe Napoli, 64enne, oltre a Diego, Francesco e Giuseppe Versace di 66, 57 e 60 anni, e ad Agostino Napoli, 52enne ora in carcere, che il tribunale del riesame di Venezia aveva “liberato” dall’accusa di associazione a delinquere, ripresentata ora dai pubblici ministeri della Dda veneziana. Verona Sera

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