Macerie e rifiuti seppelliti: Opera (Mi) terra dei fuochi

Le indagini della Dda fanno emergere l’uso di asfalto fresato in molti cantieri. Nelle intercettazioni il costruttore fa riferimento a Nucera

Opera come la Campania, terra dove seppellire i rifiuti di altri? Le indagini della Dda – che hanno portato all’arresto (ai domiciliari) del sindaco Antonino Nucera e di altre cinque persone fra cui Rosaria Gaeta, responsabile del settore Urbanistica, Edilizia, Lavori pubblici e Ambiente – se confermate durante le fasi processuali, fanno emergere che in molti cantieri di recenti lavori pubblici siano state adoperate per riempimento macerie e asfalto fresato in ingenti quantità: 100mila tonnellate.
Da dove provengono le tonnellate di macerie frantumate e illecitamente smaltite dalla Marino costruzioni? Da lavori fatti a Cernusco sul Naviglio, San Zenone al Lambro e Monza. Nell’ordinanza di custodia cautelare, si fa riferimento allo smaltimento abusivo di rifiuto speciale di fresato d’asfalto prodotto dalle manutenzioni delle strade comunali di Opera e di altri rifiuti da scavo o di altra natura provenienti dai lavori di messa in sicurezza del nuovo centro sportivo comunale del vicino Comune di Locate Triulzi.
Oltre a quelli provenienti da altri comuni, emerge che i rifiuti di fresato d’asfalto siano stati in parte interrati nel cantiere della Valtidone (dove aveva operato la Marino Costruzioni) nel territorio del comune di Opera, in parte gettati in aree cascinali con il consenso dei proprietari e in parte per compattare il piazzale della Croce rossa di Opera.
Il tutto con la creazione ad hoc di documentazione di conferimento al centro di smaltimento. Sempre secondo quanto emerge dalla indagini, il tutto sarebbe avvenuto con l’avallo del sindaco Nucera. In uno stralcio delle intercettazioni, Giovanni Marino, uno dei costruttori coinvolti, si rivolge a un altro indagato: “Quando ti chiede un piacere come fai a dirgli di no a Tonino”. F.S.: “Ma no ma poi intendo dire è giusto dirvelo … dire le cose positive ma anche le cose negative che Tonino s’è rotto i c…..”.
E Marino“Perché poi adesso che … mettiti nei miei panni, se gli rompo i c….. a Tonino, quello lo sai domani cosa fa? Davanti al cantiere mette una pattuglia dei vigili urbani, dice, tutti i camion di Marino che passano dal cantiere fermali, valli a pesare e mi cominci a fare: 500, 500, 500, e dobbiamo capire … Se tu gli dici di non rompere il c….. come per il fresato che è stata una svista di Giuseppe veramente, perché “Tonillo“ gli ha detto di metterlo là…”. Nella discussione si evince che, se non veniva fatto quanto chiesto, il sindaco avrebbe mandato la polizia locale a fare i controlli dei camion che arrivavano a Opera con le macerie da seppellire. Massimiliano Saggese, Il Giorno

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