Imperia, operazione “Purpiceddu”: in 14 a processo per traffico di cocaina

Sono comparsi ieri mattina davanti al gup del Tribunale di Imperia Massimiliano Botti e al pubblico ministero Lorenzo Fornace, il pregiudicato Carmelo Sgrò ed altre tredici persone, finite alla sbarra nell’ambito dell’indagine “Purpiceddu”, condotta dalla polizia di Imperia per smantellare il traffico di cocaina nel Ponente Ligure.
Nel corso dell’udienza preliminare non ci sono stati patteggiamenti, ma solo richieste di rito: mentre Filippo SpirlìFrancesco Arcorio e Andrea Aiello verranno giudicati con rito ordinario, sono 11 gli imputati che hanno scelto l’abbreviato: Carmelo Sgrò, Luigi Spirlì (figlio di Filippo), Nikolas Oscar MarcozziMario GullàPetra Gullà (figlia di Mario), Salvatore LarosaStefano AsciuttoGiovannina GioffréAttilio SpanòSimone Baffi e Alessio Casellato.

Il giudice ha rinviato le udienze al 4 giugno e 2 luglio per le discussioni.

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Marco Bosio (legale di Filippo e Luigi Spirlì), Luca RitzuAlessandro MagerMauro CasuMario LeoneGianluca Lanteri e Sandro Lombardi.

I fatti. Secondo quanto scoperto dagli investigatori, dal gennaio al marzo del 2018 Carmelo Sgrò, 39enne originario di Oppido Mamertina (Reggio Calabria), avrebbe effettuato plurime cessioni di partite di cocaina purissima (ciascuna dell’ordine di svariati etti) ad un pregiudicato della “piana” di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, che vantava la sua vicinanza alla ‘ndrangheta. L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Imperia e dal commissariato di polizia di Ventimiglia con la direzione ed il coordinamento della locale Procura della Repubblica, era stata avviata alla fine del 2017 ed aveva consentito di raccogliere una miriade di elementi a comprova dell’intenso traffico di cocaina e di ricostruirne la “filiera”: Carmelo Sgrò, in particolare, spacciatore “di livello superiore” a contatto con fonti primarie di approvvigionamento (provenienti con ogni probabilità da altre regioni), risultava rivestire un ruolo primario nell’ambito del contesto indagato, in cui il suo acquirente, spacciatore “di livello medio-alto”, in stretta compartecipazione con un altro complice, smerciava cocaina purissima nella zona di Ventimiglia con modalità decisamente professionali, strutturate ed in forma continuativa, per quantitativi anche rilevanti, nei confronti di una vasta cerchia di fedeli clienti, a loro volta implicati in illecite attività di vendita a “valle”, oltre a noti pregiudicati. Nel corso delle indagini, sviluppatesi a ritmi serrati per alcuni mesi, erano stati effettuati numerosi riscontri ed arresti in flagranza, anche trattati in separati procedimenti penali conclusi con condanne alcune delle quali già definitive. Alice Spagnolo, Riviera24.it

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