Giro internazionale di auto di lusso usate per commettere reati: nove arresti tra Cuneo, Torino e Brindisi

Indagine della polizia stradale: altre due persone sono ai domiciliari

Nove arresti tra Cuneo, Torino e Brindisi, altre due persone ai domiciliari, tutti accusati di gestire un giro internazionale illecito di auto di lusso (tra cui Bmw e Mercedes) e documenti di circolazione. Obiettivo: «ripulire» in Italia i mezzi usati in vari crimini in mezza Europa, agevolando anche la ‘ndrangheta.

Secondo le indagini di polizia stradale di Bra e Torino, coordinate dalla Procura di Asti, le auto, usate per commettere crimini in diversi stati europei, venivano «ripulite» in Italia usando carte di circolazione in bianco, tutte rubate, compilate con dati finti.

In pratica con una frode di otteneva un’immatricolazione in Germania e con la targa tedesca il veicolo veniva radiato e importato formalmente in Italia, dove veniva registrato con targhe italiane «pulite». Nella rete sono finiti anche due sessantenni che vivono nel Braidese, accusati di essere «collegati alla criminalità organizzata», ovvero la locale della ‘ndrangheta di cui sono ancora in corso le indagini della procura di Torino e carabinieri.Nelle indagini è stato scoperto anche un accesso abusivo ai sistemi informatici della banca Unicredit, nel tentativo di rubare oltre 340 mila euro con una «variazione dei certificati digitali, di alcuni conti correnti di ignare società di capitali con sede nell’hinterland torinese» da utilizzare per «bonifici online da far confluire su conti esteri aperti a questo scopo in Germania e Slovacchia». Le operazioni fatte con la complicità di un cittadino tedesco, sono fallite grazie ai sistemi informativi della banca.

Gli arresti risalgono alle scorse settimane e grazie alle perquisizioni da Brindisi a Torino sono stati sequestrati documenti e targhe «utili al proseguimento delle indagini».

Le misure cautelari sono state emesse da Gip del Tribunale di Asti, mentre il procedimento penale per alcuni indagati è stata trasmessa per competenza alla Procura di Torino, che sta indagando nei confronti della locale della ‘ndrangheta di Bra. La Stampa

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