Ex killer della ‘ndrangheta a giudizio per la strage di Bologna

L’ex di Avanguardia nazionale è considerato uno degli autori del massacro del 2 agosto 1980. I suoi rapporti con i clan in Emilia

BOLOGNA Braccio della destra eversiva negli anni 70 tra le file di Avanguardia nazionale, ex killer di ‘ndrangheta, negoziatore nella “trattativa” tra Stato e Cosa Nostra. Il nome di Paolo Bellini attraversa quasi mezzo secolo di storia. Da oggi, l’ex latitante in Sudamerica (con il nome di Roberto Da Silva) è anche uno degli imputati per la strage di Bologna.

La decisione del gup

Il gup del Tribunale di Bologna, Alberto Gamberini, ha rinviato a giudizio l’ex Avanguardia Nazionale, accusato di essere uno degli autori della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in concorso con i Nar condannati e con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi, deceduti e ritenuti mandanti, finanziatori o organizzatori. A processo anche l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel, per depistaggio, e Domenico Catracchia, amministratore di condominio di immobili in via Gradoli a Roma per false informazioni al pm al fine di sviare le indagini. Il processo comincerà il 16 aprile. La richiesta di rinvio a giudizio era stata avanzata dalla Procura generale di Bologna, che ha avocato a sé l’inchiesta sul filone dei “mandanti”, rappresentata dall’avvocato generale Alberto Candi e dai sostituti pg Nicola Proto e Umberto Palma.

Una vecchia foto di Paolo Bellini

La Procura generale: primo passo importante

«Siamo contenti, come ufficio, di avere ottenuto questo primo passo importante». Così l’avvocato generale presso la Procura generale di Bologna, Alberto Candi, dopo la decisione del gup. «Questa indagine – sottolinea Candi – l’abbiamo fatta, non per secondi fini, come ci era stato rimproverato dalla difesa di Bellini, ma perché riteniamo di avere elementi precisi contro l’imputato». Una vittoria per la Procura generale? «Ha fatto il suo lavoro – precisa Candi – non sono io che devo dare aggettivi al lavoro che abbiamo fatto. Noi abbiamo fatto il nostro dovere e basta». Per quanto riguarda, poi, la possibilità che vengano presentati, al processo, nuovi elementi di accusa nei confronti dell’ex di Avanguardia nazionale, Candi ha spiegato che «abbiamo fatto una completa “discovery”. Vedremo se ci saranno ulteriori elementi che affioreranno».

Paolo Bellini oggi (da Repubblica)

I legami con la ‘ndrangheta

I legami di Bellini con la ‘ndrangheta nascono quando a Reggio Emilia è in corso una guerra di ‘ndrangheta e l’uomo diventa il sicario di Nicola Vasapollo, esponente del clan dei Dragone-Grande Aracri. Nel 1999 sarà arrestato e si pentirà, ammettendo di aver commesso 13 omicidi. Non tutti di matrice mafiosa. Bellini è stato chiamato a testimoniare nel processo Aemilia proprio in virtù del suo passato servizio ai Vasapollo. A domanda del pm che gli chiedeva quanti omicidi avesse commesso, però, Bellini ha solamente risposto: «Esattamente non ricordo. Di certo tutti quelli per cui sono stato condannato».  Corriere della Calabria

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