Bancarotta, arrestato a Milano imprenditore legato alla ‘ndrangheta

Incastrato dalle tasse non pagate e per bancarotta fraudolenta. È per questo che è finito nella rete della Guardia di Finanza del comando provinciale di Milano ed è stato arrestato Rocco Mongiardo, ex re della notte nell’est milanese ritenuto dagli inquirenti vicino alla ‘ndrangheta.

In particolare, il nome di Mongiardo era già emerso una decina di anni fa in un’indagine contro la criminalità calabrese in Lombardia e, in particolare, a Sedriano, e negli atti (non indagato) veniva definito “soggetto contiguo alla famiglia mafiosa dei Musitano di Bareggio”, nel Milanese.

Il magnate milanese era anche passato alla cronaca nel 2012 per aver preso a pugni un funzionario del Comune di Magenta con l’intento di “sollecitare” dei permessi per una discoteca.

Il dissidio sarebbe stato sedato solo in seguito all’intervento di Sabatino Di Grillo, potente boss della cosca dei Mancuso, senza che Mongiardo avesse ottenuto i permessi. E nel 2013 la sua discoteca in questione fu sequestrata proprio per la mancanza delle autorizzazioni.

Stavolta però le fiamme gialle lo hanno incastrato per questioni finanziari. Dalle indagini sarebbe emerso che Mongiardo abbia accumulato, con evasioni fiscali che andavano avanti da più di dieci anni, un debito col Fisco di circa 8,5 milioni di euro e avrebbe svuotato una serie di società da lui gestite di fatto ma intestate a prestanome e attive nei settori della carrozzeria e dell’immobiliare.

Inoltre, l’imprenditore 38enne avrebbe approfittato degli istituti “di rateizzazione dei propri debiti tributari e di dilazione delle procedure prefallimentari” previsti per l’emergenza Covid, durante la quale ha anche “sfruttato l’oggetto sociale e il codice Ateco di una di queste società per la commercializzazione di mascherine”.

A rendere urgente la misura cautelare in carcere ordinata dal gip Livio Cristofano, anche i toni minacciosi usati al telefono. Intercettato con i dipendenti della banca Mongiardo averbbe detto, riferendosi a un perito: “Lo scanno gli rompo le corna, lo spezzo in tre pezzi, vengo là e vi scanno a tutti“.

In un’altra conversazione pavebbre parlato con una donna, proprietaria di un capannone dato in affitto Mongiardo e di cui lui non avrebbe pagato alcune rate: “Io posso riconsegnare domattina il capannone come dici tu, poi, se questo capannone prende fuoco non è un problema. Hai capito cosa voglio dire?”. Cn24 Tv

Avrebbe accumulato, con evasioni fiscali che andavano avanti da più di dieci anni, un debito col Fisco di circa 8,5 milioni di euro e avrebbe svuotato una serie di società da lui gestite di fatto ma intestate a prestanome e attive nei settori della carrozzeria e dell’immobiliare.
In più, avrebbe approfittato degli istituti “di rateizzazione dei propri debiti tributari e di dilazione delle procedure prefallimentari” previsti per l’emergenza Covid, durante la quale ha anche “sfruttato l’oggetto sociale e il codice Ateco di una di queste società per la commercializzazione di mascherine”.
Per bancarotta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, la Gdf di Magenta ha arrestato l’imprenditore Rocco Mongiardo, 38 anni, nelle indagini dei pm di Milano Roberto Fontana e Luca Gaglio.
Il nome di Mongiardo era già emerso una decina di anni fa in un’indagine contro la ‘ndrangheta in Lombardia e, in particolare, a Sedriano e negli atti (non indagato) veniva definito “soggetto contiguo alla famiglia mafiosa dei Musitano di Bareggio”, nel Milanese.
Nel 2012, tra l’altro, avrebbe partecipato a un’aggressione, picchiando e minacciando due funzionari dell’ufficio tecnico comunale di Magenta, nel Milanese, perché tardavano ad arrivare i permessi per la discoteca che voleva aprire.
Oggi il 38enne è finito in carcere su ordinanza del gip Livio Cristofano e la Gdf ha eseguito pure sequestri preventivi di beni a suo carico per 6 milioni.
L’uomo amministrava di fatto una serie di società del cosiddetto ‘gruppo Mongiardo’ e per le quali in gran parte la Procura ha chiesto e ottenuto il fallimento. Calabrianews

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