Alfonso Pio, Milano e Monza si rimpallano il processo

Sarà la Cassazione a decidere sul conflitto di competenza territoriale. Intanto l’udienza va avanti

I Tribunali di Monza e Milano si rimpallano l’ultimo processo a carico di Alfonso Pio, parente dei boss della Locale di ‘ndrangheta di Desio. A decidere sul conflitto di competenza territoriale sarà la Cassazione, ma in attesa della pronuncia il dibattimento prosegue a giugno davanti ai giudici monzesi. Alfonso Pio è imputato di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso e usura in un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano che lo scorso giugno ha portato a quattro arresti e al sequestro di quote societarie di un resort in Liguria che, secondo l’accusa, era dal 2018 sotto il controllo di Alfonso Pio, anche grazie alla complicità di un professionista nel settore dell´intermediazione finanziaria per mettere le mani su realtà imprenditoriali in crisi, mediante iniezione di capitali “freschi” e utilizzo, dove necessario, di metodi intimidatori per ottenere il controllo di attività economiche di rilievo.

Alfonso Pio, 52 anni, di Seregno, è nipote di Domenico Pio e fratello di Candeloro Pio, i boss della Locale di ‘ndrangheta di Desio arrestati e condannati nella maxi inchiesta “Infinito” del 2010. Secondo quanto emerge dalle intercettazioni contenute nell’ordinanza firmata dal gip di Milano Guido Salvini, Alfonso Pio si comportava “come il proprietario dell’albergo” insieme alla sua compagna e uno dei soci dell’hotel ligure ha raccontato che il 52enne “un giorno mi chiamò e mi fece lui la proposta di cedere le quote a loro. Più che una proposta fu una vera e propria imposizione. Temevo Pio perché mi sono informato e ho capito, tre-quattro mesi dopo, che è una persona calabrese che appartiene a delle famiglie di `ndrangheta”.

L’ultima sentenza relativa ad Alfonso Pio, quella nel processo al Tribunale di Monza per gli ultimi componenti dell’organizzazione mafiosa legata al ‘banchiere’ della n’drangheta Pino Pensabene, ha portato a 11 condanne e 6 assoluzioni, tra cui lo stesso Pio, imputato di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. La Procura della Dda aveva chiesto 10 anni di condanna. “Alfonso Pio è stato assolto dall’accusa di associazione mafiosa e ha ottenuto il risarcimento per ingiusta detenzione, ma gli si continuano a contestare le aggravanti di essere un esponente di spicco della Locale ‘ndranghetista di Desio e di agire con il metodo mafioso”, sostiene la difesa di Alfonso Pio. Stefania Totaro, Il Giorno

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