Aemilia 92, discrepanze nei racconti dei pentiti: le motivazioni della sentenza.

Così si è arrivati all’assoluzione di Angelo Greco, Antonio Le Rose e Antonio Ciampà per gli omicidi di Nicola Vasapollo e di Giuseppe Ruggiero. Solo il boss Nicolino Grande Aracri è stato condannato all’ergastolo

Sono state rese note le motivazioni della sentenza, pronunciata lo scorso 2 ottobre, del processo “Aemilia 92” sugli omicidi di ‘Ndrangheta compiuti nel reggiano 29 anni fa.

“Prove insufficienti”: è quanto scrivono i giudici reggiani Dario De Luca e Silvia Guareschi nelle 135 pagine delle motivazioni della sentenza presentate qualche giorno fa, lo scorso 29 dicembre.
Sentenza che – lo ricordiamo – ha portato all’assoluzione di Angelo Greco, Antonio Le Rose e Antonio Ciampà per gli omicidi di Nicola Vasapollo, 33enne di Cutro ucciso il 21 settembre 1992 a Reggio e di Giuseppe Ruggiero, 35enne anche lui cutrese assassinato da quattro uomini travestiti da Carabinieri il 22 ottobre dello stesso anno a Brescello.
Per tutti (e per entrambi i fatti di sangue) il pm Beatrice Ronchi aveva chiesto l’ergastolo. Il verdetto, però, emesso dalla corte d’Assise del tribunale reggiano il 2 ottobre scorso era stato opposto.
L’accoglimento della richiesta di ergastolo c’era stata solo per il boss Nicolino Grande Aracri, giudicato organizzatore ed esecutore del solo omicidio Ruggiero e scagionato dalle accuse per l’altro.
La decisione dei magistrati reggiani – come emerge dalle motivazioni della sentenza – deriva dalle discrepanze rilevate nelle testimonianze dei pentiti Antonio Valerio e Angelo Salvatore Cortese.
Tra le divergenze più pesanti, una definita dai giudici addirittura “macroscopica”, ossia la presenza, nel commando che uccise Ruggiero, del killer Aldo Carvelli, che per Valerio c’era, mentre Cortese non la ricordava. Reggionline

Marinella

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